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CHIUSURA OPG: I RISCHI DELLA RIFORMA PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 03 Febbraio 2012 16:19

Nel corso della discussione per l’approvazione del cosiddetto decreto svuota-carceri il Senato con il consenso del Governo ha inserito nel testo un emendamento di poche righe ma di enorme significato culturale.

Si è in pratica prevista a breve termine (entro il 2013) l’eliminazione degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) dove sono internati gli assolti per totale infermità di mente che si siano resi autori di gravi delitti. Dopo l’abolizione dei manicomi civili (nel 1978) si tratta di un passo atteso, quasi obbligato (infatti è previsto in tutti i progetti di riforma del codice).


Ovviamente il problema non è teorico, o almeno non è solo teorico. Si può essere d’accordo o no sull’abolizione degli ospedali psichiatrici, ma ci si deve subito chiedere che fine faranno gli internati una volta rilasciati dalle attuali strutture dove sono custoditi e curati, per la verità più custoditi che curati, il Ministro Severino ha prontamente replicato che i folli socialmente pericolosi non saranno lasciati liberi, mentre i malati di mente non particolarmente pericolosi (sono la maggior parte) saranno sorvegliati discretamente da agenti penitenziari e da infermieri.
Spero molto che la riforma vada in porto, ma una volta tanto che sia preceduta da una attenta programmazione e verifica delle attuali condizioni delle strutture e di quelle che andranno a sostituirle. Quando si abolirono i manicomi, lo si fece più in base ad una filosofia etica allora prevalente (e probabilmente ancora oggi seguita dalla maggioranza), ma si fece assai poco sotto il profilo pratico. Tanto è vero che molti, più o meno apertamente, rimpiangono i vecchi istituti, dove i malati venivano curati poco e male, ma almeno non erano, come ora, di peso alle famiglie.
Nel caso degli Opg il problema è ancora più grave perché si tratta di malati spesso assai gravi e che difficilmente guariscono, e che devono anche essere custoditi e guardati a vista, perché potrebbero commettere altri delitti senza poi risponderne.
Al primo caso di crimine commesso da un infermo di mente, già ospite di un Opg, l’opinione pubblica reagirebbe violentemente rievocando e rimpiangendo l’attuale sistema. Non c’è ragione obiettiva per questo, ma certamente occorre evitare incidenti del tipo indicato. Il ministro della giustizia assicura che ciò non accadrà, ma abbiamo visto troppe volte riforme anche ambiziose naufragate per la mancata predisposizione delle strutture necessarie.
Sono perciò del parere che l’aspetto pratico della riforma venga curato con particolare attenzione, e che l’opinione pubblica ne venga adeguatamente e tempestivamente informata. A scanso di reazioni emotive e di nostalgiche richieste di un richiamo in vita di un sistema obiettivamente da eliminare radicalmente e senza alcun rimpianto.

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Febbraio 2012 16:23
 
 

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