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Venerdì 03 Febbraio 2012 16:19 |
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Nel corso della discussione per l’approvazione del cosiddetto decreto svuota-carceri il Senato con il consenso del Governo ha inserito nel testo un emendamento di poche righe ma di enorme significato culturale.
Si è in pratica prevista a breve termine (entro il 2013) l’eliminazione degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) dove sono internati gli assolti per totale infermità di mente che si siano resi autori di gravi delitti. Dopo l’abolizione dei manicomi civili (nel 1978) si tratta di un passo atteso, quasi obbligato (infatti è previsto in tutti i progetti di riforma del codice).
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Scritto da Redazione
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Venerdì 03 Febbraio 2012 16:13 |
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"Progetto Esodo" percorsi giudiziari in inclusione lavorativa, per il reinserimento sociale dei detenuti
RELAZIONE PROGETTO |
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Venerdì 03 Febbraio 2012 16:05 |
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Condividere le esperienze di inclusione sociale e favorire una maggiore integrazione tra le buone prassi in Italia e in Europa. Con questo obiettivo si sono incontrati a Bologna il 17 e 18 novembre istituzioni italiane ed europee, operatori del terzo settore, ex detenuti ed esperti a livello internazionale nel corso del seminario “Carcere e inclusione: esperienze a confronto dall’Europa”, organizzato dal Ministero del lavoro, con il supporto dell’Isfol, e dalla Regione Emilia Romagna.
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Venerdì 03 Febbraio 2012 15:49 |
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“Nelle carceri italiane attualmente vivono 67.500 detenuti, l’obiettivo è cambiare le leggi e arrivare alla detenzione di sole 30.000 persone”. Questo l’ambizioso progetto espresso dall’onorevole Franco Corleone in occasione del Coordinamento nazionale dei garanti territoriali, riunitosi presso la residenza municipale di Ferrara.
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Venerdì 03 Febbraio 2012 12:34 |
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Da vent’anni la cooperativa Giotto di Padova propone progetti di reinserimento. Il suo direttore ha visitato il carcere varesino con una delegazione “trasversale” di politici. “Il carcere può essere un problema per la città oppure un’opportunità”.
La differenza, secondo Nicola Boscoletto, direttore della cooperativa sociale Giotto di Padova impegnata da anni in progetti per il reinserimento lavorativo dei detenuti, sta nella voglia di intraprendere un progetto per la comunità. Su invito del cappellano della struttura, don Marco Casale, Boscoletto ha condiviso con i responsabili del carcere varesino la sua esperienza. Una sorta di “consulenza” di buona pratica che ha l’obiettivo finale di portare a Varese delle possibilità di lavoro per i detenuti grazie anche alla collaborazione con le aziende del territorio.
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Venerdì 03 Febbraio 2012 12:30 |
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Sono stati consegnati gli attestati di frequenza a 12 partecipanti al corso di “operatore del verde” finanziato dalla Provincia di Reggio Emilia tramite il Fondo sociale europeo e destinato a persone con pena detentiva a termine o in stato di semilibertà.
Il progetto, della durata di diversi mesi, è stato gestito da Enaip ed è nato in continuità con l’attività della rete Costellazioni di Reggio Emilia per il reinserimento sociale e lavorativo di internati e detenuti.
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Venerdì 03 Febbraio 2012 11:36 |
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Lungi dal potersi considerare come luogo di mero stallo di soggetti avulsi dal mondo reale, in attesa di riconciliarsi con quello che c’è all’esterno delle porte di reclusione, il carcere si conferma ancora una volta quale vero e proprio laboratorio antropologico di una vasta serie di fenomeni, alcuni dei quali vere e proprie cartine di tornasole della società civile.
In particolare, negli ultimi tempi si è assistito ad un massiccio incremento della popolazione penitenziaria ad opera di soggetti stranieri, sia clandestini che non, che allo stato attuale ammontano a ben venticinquemila unità, equamente divisi tra giudicabili e definitivi. Se pertanto consideriamo che una grossa fetta della popolazione carceraria è composta da stranieri, è facile intuire come tale dato influisca sia sul corretto trattamento penitenziario che sull’efficacia dell’attività di recupero, che come è noto rappresenta il fine primario della pena concretamente inflitta.
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Venerdì 03 Febbraio 2012 11:31 |
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Sulla privatizzazione della carceri proposta dal Governo Monti con il sistema del project financing i volontari dell'associazione Antigone non ci stanno e dicono che i detenuti non debbono essere fonte di guadagno per nessuno. Lo spiega meglio nell'intervista che segue Stefano Anastasia, docente dell'Università di Perugia e membro attivo dell'associazione.
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