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Giovedì 26 Gennaio 2012 12:36 |
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“C’è un problema di rischio sanitario nel momento in cui c’è un sovraffollamento grave”. Donatella Ferranti, deputata Pd, commenta così all’AgenParl l’emergenza sanitaria nelle carceri italiane per tutti gli addetti ai lavori, come ad esempio per la polizia penitenziaria.
“Manca il funzionamento effettivo della sanità penitenziaria - sottolinea la Ferranti - Da quando i medici non sono più appartenenti all’amministrazione penitenziaria si sono creati dei problemi di funzionamento con il trasferimento delle competenze alle regioni, quindi alle Asl. Anche la prevenzione implica, ad esempio, che il medico sia presente all’ingresso, così come lo psicologo. Ma mancano i medici e gli psicologi e si cerca di risolvere questo problema con consulenze esterne, con un monte-ore molto ridotto e quindi tutto questo incide sulle condizioni di prevenzione e di intervento sanitario e psicologico”. |
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Giovedì 26 Gennaio 2012 12:22 |
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Sono 23 nel Centro-Nord (su 40 istituti penitenziari) le associazioni e le cooperative con sito internet che organizzano lavoro per i detenuti, soprattutto in Toscana (14 aziende su 17 istituti) ed Emilia-Romagna (7 su 13). C’è chi si occupa di agricoltura e di allevamento, chi impara il mestiere dello chef o del gelatiere e chi, come a Volterra, è impegnato nella sartoria. All’interno del laboratorio si realizzano migliaia di manufatti ogni anno per conto dell’Amministrazione penitenziaria: pigiami, tute da lavoro, camicie e pantaloni, ma anche borse, copri letti e tappeti realizzati con la tecnica del patchwork, che poi vengono anche esposti e venduti in occasione di mostre e mercatini.
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Giovedì 26 Gennaio 2012 11:51 |
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Il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP) ha presentato al Parlamento la Relazione sul lavoro penitenziario relativa all'anno 2011. I detenuti "occupati" sono stati complessivamente 13.765 (pari al 20,4% della popolazione detenuta), di cui 11.508 alle dipendenze del DAP e 2.257 alle dipendenze di "aziende esterne" (imprese profit o cooperative).
Di questi 833 sono i semiliberi (795 alle dipendenze di aziende esterne e 38 in proprio) e 852 gli ammessi al "lavoro esterno" (326 alle dipendenze del DAP e 526 di aziende esterne). Il lavoro interno alle carceri ha quindi visto impegnati 12.080 detenuti (11.182 alle dipendenze del DAP, 593 di cooperative e 305 di imprese profit).
- Dossier completo: Relazione al Parlamento, statistiche e proposte di legge in materia di lavoro penitenziario
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Giovedì 26 Gennaio 2012 11:36 |
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Le detenute con figli piccoli non dovrebbero stare in carcere. I bambini non possono crescere tra le sbarre, senza vedere né conoscere altro fino a tre anni di vita e poi, all’improvviso, essere strappati alle loro madri con cui hanno condiviso ogni attimo. È disumano, incivile, sbagliato, crudele. E se a sollevare un problema così evidente per una volta non sono associazioni o partiti o gruppi del volontariato ma direttamente il ministro della Giustizia allora la questione diventa ancora più importante, perché forse qualcosa adesso cambierà. Da ieri le donne di Sollicciano hanno una speranza, Paola Severino ha promesso di tirarle fuori da lì e loro ci credono sul serio. Il ministro si è fermata a lungo nel nido, dopo aver visitato la struttura e incontrato la commissione dei detenuti che le hanno raccontato come si vive nelle celle sovraffollate e perché il numero di suicidi stia aumentando tra quelle mura.
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Giovedì 26 Gennaio 2012 11:29 |
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La situazione penitenziaria regionale peggiora ogni giorno sempre di più e chi governa la Regione non può continuare ad ignorarlo. Invitiamo il Presidente della Giunta regionale della Liguria Claudio Burlando e l’Assessore regionale alla sicurezza Claudio Montaldo a venire in una qualsiasi delle sette carceri liguri per constatare personalmente le gravi criticità penitenziarie connesse al pesante sovraffollamento carcerario ed alla carenza di Personale di Polizia Penitenziaria.
La presenza di 1.807 detenuti nei 7 penitenziari regionali che dispongono di una capienza regolamentare complessiva di 1.1.30 posti letto dovrebbe far comprendere con quante difficoltà lavorano le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria, sotto organico di 400 unità in Liguria.
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Giovedì 26 Gennaio 2012 10:43 |
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L'alcol colpisce il sistema immunitario, determinando così modifiche del comportamento e risposta agli stimoli esterni. Tali informazioni arrivano da una ricerca dell'Università di Adelaide, diretta dal dottor Mark Hutchinson e pubblicata sul "British Journal of Pharmacology".
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Giovedì 26 Gennaio 2012 10:10 |
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L'emergenza carceri ha anche una declinazione al femminile. Le donne che finiscono nelle prigioni italiane convivono con problemi alle volte insopportabili, che calpestano la loro femminilità, che non rispettano nemmeno l'aspetto della salute.
Riccardo Arena, direttore di Radio Carcere, cha raccolto nel suo programma una serie di storie sulla situazione delle donne in carcere.
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Giovedì 26 Gennaio 2012 10:02 |
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Uno studio pubblicato dell’Istituto di Sorveglianza del Ministero della Sanità mette in evidenza come i penitenziari francesi scontino un deficit importante nell’applicazione delle misure di prevenzione di patologie come epatiti e Hiv. Le mancanze potrebbero essere definite di base se si pensa che in molte prigione scarseggiano addirittura i preservativi.
Senza contare poi che, riguardo ad un tema delicato eppure importante come la tossicodipendenza, solo il 27% delle strutture osserva le raccomandazioni dell’Oms per l’erogazione della terapia sostitutiva degli oppiacei. Gravi lacune anche nell’informazione che i detenuti ricevono. La metà, infatti, non è al corrente della possibilità di utilizzare, per ridurre le possibilità di avere contratto l’Aids, un trattamento post-esposizione. Alla luce dei fatti, in Francia, la ridefinizione di una politica di cura e prevenzione in un luogo come il carcere sembra essere prioritaria.
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Martedì 24 Gennaio 2012 14:24 |
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“Da tempo l’immobilismo delle istituzioni ha creato una vera e propria emergenza umanitaria nel sistema penitenziario. Con il decreto legge sulle liberalizzazioni e la previsione dell’ingresso dei privati per la realizzazione e la gestione di strutture penitenziarie attraverso il project financing, lo Stato italiano dichiara definitivamente il proprio disimpegno.
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Martedì 24 Gennaio 2012 14:05 |
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Ancora una volta sul banco degli imputati. L’accusa è di quelle infamanti per un Paese civile e riguarda l’Italia, in particolar modo una componente affatto marginale dei propri esponenti politici e istituzionali. Tutto è contenuto nell’ultimo rapporto dei Commissario europeo per i diritti umani dei Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg che emerge dal risultato dell’ultima visita compiuta in Italia il 26 e il 27 maggio scorso.
La sintesi è chiara e priva di margini di ambiguità: “Per l’Italia è arrivato il momento di sviluppare con vigore le disposizioni dei codice penale relative ai reati di matrice razzista per arginare il continuo uso di slogan razzisti da parte dei politici”.
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